
Per la seconda edizione dell’Human Rights Film Fest, Ars Mundi APS ha scelto di coinvolgere Barikamà, realtà sociale che da anni lavora sui temi dell’inclusione, dell’autonomia e della valorizzazione delle persone attraverso il lavoro e la produzione alimentare. La collaborazione nasce da una convinzione condivisa: i diritti non si raccontano soltanto attraverso il cinema, ma si costruiscono anche attraverso pratiche concrete di partecipazione, autonomia e comunità.
Barikamà porta al festival una dimensione importante: quella del cibo come occasione di incontro. Attraverso il suo lavoro, la produzione e la distribuzione di prodotti alimentari diventano strumenti per creare opportunità, relazioni e percorsi di inclusione sociale. È un approccio che dialoga direttamente con la missione di Ars Mundi, da sempre impegnata nella promozione dell’intercultura, dell’inclusione e della partecipazione attraverso l’arte e la cultura. Le due associazioni condividono infatti un’attenzione particolare verso le persone con background migratorio, la valorizzazione delle differenze culturali e la costruzione di spazi in cui persone diverse possano incontrarsi e partecipare alla vita della comunità. Cambiano gli strumenti — da una parte il cinema, dall’altra il cibo e il lavoro — ma l’obiettivo è comune: creare occasioni di autonomia, relazione e protagonismo.
All’Human Rights Film Fest questa collaborazione trova quindi una dimensione naturale. Il festival non vuole essere soltanto uno spazio per guardare film e discutere di diritti umani, ma un luogo in cui sperimentare concretamente forme diverse di socialità e partecipazione. La presenza di Barikamà contribuisce a trasformare il festival in uno spazio ancora più aperto, dove la cultura passa anche attraverso una tavola condivisa. Cinema, cibo e inclusione diventano così parti dello stesso racconto: quello di una comunità che si costruisce attraverso l’incontro e che riconosce nelle differenze una risorsa, non un ostacolo. La collaborazione tra Ars Mundi e Barikamà rappresenta, in questo senso, un piccolo esempio concreto di ciò che l’Human Rights Film Fest vuole promuovere: un’idea di cultura che non si limita a parlare di diritti, ma crea spazi per viverli e praticarli insieme.
A questa idea di comunità si lega anche la presenza di Zelato, nuova realtà romana del gelato artigianale che ha scelto di mettere la sostenibilità e l’inclusione al centro del proprio progetto. La collaborazione con Ars Mundi nasce dalla volontà di sostenere, attraverso il proprio lavoro, un’idea di città più viva, accogliente e rispettosa dei diritti di tutte e tutti.
Zelato lavora infatti con una rete di cooperative sociali e fornitori che condividono principi di responsabilità e attenzione alle persone e all’ambiente. La sostenibilità attraversa concretamente il progetto: dall’utilizzo di energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili alla riduzione della plastica, fino alla ricerca di opportunità di lavoro e formazione per persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso all’impiego. Una visione che considera il commercio e l’artigianato non soltanto come attività economiche, ma come strumenti attraverso cui contribuire alla costruzione di una comunità più inclusiva.
È proprio questo approccio a rendere significativa la partecipazione di Zelato all’Human Rights Film Fest. Anche un gesto semplice come condividere un gelato può diventare parte di un’esperienza collettiva, creare occasioni di incontro e sostenere una cultura fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle differenze. Per Zelato, essere al festival significa quindi contribuire, nel proprio piccolo, a un progetto che mette al centro diritti, libertà e dignità, attraverso una pratica quotidiana e concreta.
La presenza di Zelato, insieme a quella di Barikamà e delle altre realtà coinvolte, rafforza così una delle idee alla base dell’Human Rights Film Fest: un festival sui diritti umani può e deve essere anche uno spazio in cui quei valori vengono messi in pratica, attraverso le relazioni, il lavoro, il cibo, la cultura e la possibilità di stare insieme.
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